Τετάρτη, 28 Νοεμβρίου 2007

ΔΙΑΒΑΤΗΣ Τ'ΟΥΡΑΝΟΥ.....

Le STELLE..... Le stelle non hanno fidanzato. Tanto belline, le stelle! Aspettano un rubacuori che le porti ad una sua ideale Venezia. Tutte le notti s'affacciano alle grate- oh cielo di mille piani! - e fanno segnali lirici ai mari d'ombra che le circondano. Ma attente, ragazze, perchè quando morirò vi rapirò una dietro l'altra sul mio cavallo di nebbia...... Federico Garcia Lorca ...................................... ΑΣΤΡΑ............ Τ'αστρα δεν έχουν μνηστήρα κι είναι τόσο όμορφα... Περιμένουν ένα καρδιοκατακτητή που θα τα συνοδεύσει σε μια δική του ιδανική Βενετία.

Κάθε νύχτα εκεί αγναντεύουν- μεσ'στον απέραντο ουρανό- στέλνοντας λυρικά μηνύματα στις θαλάσσιες σκιές, που φλερτάρουν στο σκοτάδι. Προσέξτε κορίτσια, όταν μια ταξιδέψω στο σκοτάδι, μια μετά την άλλη θα σας κλέψω με της ομίχλης μου το άλογο.... Federico Garcia Lorca (trad. Lunapiena)

32 σχόλια:

  1. Cosi Percorrono le Stelle

    Così percorrono le stelle la loro orbita
    inalterabili ed incomprese.
    Noi ci contorciamo in mille vincoli.
    Tu procedi di splendore in splendore.

    La tua vita è un’unica luce.
    Io dalle mie oscurità devo tendere
    le mie desiderose braccia verso di te.
    Tu mi sorridi e non mi comprendi.

    Hermann Hesse

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  2. SOLITARIO

    Grigio dorate maglie di Luna
    fanno tutta la notte un velo,
    sul lago dormiente i lampioni a riva
    da vignuoli di laburno sono avvinti.

    Le maliziose canne mormorano alla notte
    un nome - il suo nome -
    e piena di delizia l'anima mia,
    di vergogna vien meno.

    James Joyce (1882-1941)

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  3. Ancora oggi, se rivedo lei
    dal volto simile alla Luna,
    nel principio della giovinezza,
    coi seni ricolmi e la pelle bianca,
    con le membra estenuate dal fuoco
    delle saette d'Amore,
    il mio corpo
    e' percorso da un fremito,
    bevo la sua bocca
    stringendola fra le braccia,
    come fa un'ape col fiore di loto.

    Bilhana
    poeta indiano

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  4. O divina creatura, quante volte
    Ho appannato la tua cristallina
    Pace dorata svelandoti
    Il segreto del vivere e il dolore.


    Oh, perdona e dimentica! Tu pensami
    Nube che passa sulla luna piena,
    E torna a splendere, mia dolce luce,
    Nella tua ferma bellezza, serena.

    Friedrich Holderlin

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  5. Per quale amore...

    Esistono e sono in molti,
    con qualche amarezza silente,
    che cercano nelle notti buie,
    di trovare voci sconosciute.
    Esistono e sono in molti,
    con qualche amarezza silente
    che vestono il proprio corpo
    di ombre e graffi.

    Per quale amore parlerano
    le nostre canzoni
    visto che gli uomini
    non hanno imparato ad amare.
    Questa sera di nuovo
    mi metto nelle tue mani
    ma ogni tuo toccare... fa male.

    Esistono e sono in molti
    con qualche amarezza silente
    che vivono con un amore
    preso in prestito, diciamo
    che e' tutta una tragica farsa.
    Esistono e sono in molti
    con qualche amarezza silente,
    che cercano Lune segrete
    e amorose.

    Versi: Panos Falaras
    Musica: Gianni Spanos
    Canta: Gliceria

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  6. La luna sogna più pigramente, stasera;
    come una bella donna che su tanti cuscini,
    prima d’addormentarsi, con mano distratta e leggera
    accarezza il contorno dei suoi seni,

    sul serico dorso di morbide valanghe,
    morente, s’abbandona a lunghi svenimenti,
    volgendo gli occhi sulle visioni bianche
    che salgono nell’azzurrro come fiori nascenti.

    Quando nel suo torpido languore, su questo pianeta,
    lascia talvolta cadere una lacrima segreta,
    un pio poeta, del sonno odiatore,

    nel cavo della sua mano raccoglie quella lacrima frale,
    dai riflessi iridati come un frammento d’opale,
    e lontano dagli occhi del sole, la nasconde nel suo cuore.

    Charles Baudelaire
    da "Le fleurs du mal"

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  7. Luna d'Aprile

    Spledita figlia della Notte,
    fermati il tuo cammino,
    e resta stasera con me...
    triste e' il mio sguardo,
    e silente il mio pianto.

    Nostalgia riempie il mio cuore,
    il ricordo amato di una assenza.
    La tenera carezza d'affetto
    del vento notturno d'Aprile,
    dolce soffio d'amore...

    Stella lucente del mio cuore,
    dolce amica della mia solitudine,
    adoro la tua strada solitaria,
    il tuo orgoglioso cammino,
    nel triste buio del mondo.

    Luna spledente di primavera,
    sorriso del cielo notturno,
    nascondi il pianto del mio cuore
    dal freddo sguardo del Sole...
    omaggio alle mie amate assenze.

    Lunapiena

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  8. La luna mi ha detto
    "Ti fa piangere, lascialo".
    Io le ho risposto:
    "Luna, lasceresti mai
    il tuo cielo stellato?"

    Jim Morrison

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  9. È la Luna che scompare
    Sono le stelle che
    si nascondono non io.

    È la città che svanisce,
    io resto
    con le mie scarpe dimenticate
    e la mia calza invisibile.

    È il richiamo di una campana

    Allen Ginsberg

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  10. Per tutta la notte
    i grilli gridarono:
    “Luna! grande luna...”

    Per tutta la notte i rami,
    braccia tese dalle quali
    salivano al cielo
    i sospiri sensuali
    e la brezza arresa
    ai decreti degli dèi misteriosi
    e sconosciuti
    e i mille respiri segreti
    nella vita occulta della terra
    e la lucciola
    nel suo cerchio luminoso e vagante
    e l’inquietudine sul soffitto di legno
    e Laila dietro il velo
    e le rane nello stagno
    tutti insieme, tutti insieme
    incessantemente
    fino al chiarore gridarono:
    “Luna! grande luna...”

    Per tutta la notte luna
    fiammeggiò sulle terrazze...
    Era il cuore solitario della sua notte,
    dorata e nodo in gola
    stava scoppiando in lacrime...

    Forugh Farrokhzad

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  11. Luna fortuna.

    Notte calda come tante
    vicino al fiume che canta,
    aria piena del barlume
    di un lume fioco in distanza
    e di lucciole sfuggenti
    con cui la notte si ammanta.
    E si ammanta di fantasmi
    o di un ricordo lontano,
    mentre al buio della notte
    che mi trascina per mano
    cerco i segni delle piante
    che mi circondano piano.
    Piano, all'ombra della notte,
    mi sembri fatta di fumo,
    sento appena il tuo calore
    ed il tuo strano profumo
    con l'odore del tuo corpo
    e in questo io mi consumo.
    Ma dal monte all'improvviso
    spunta la bianca luna
    e ogni cosa in un istante schiarisce e non è più bruna;
    questa luna esagerata
    ci procurerà fortuna.
    La fortuna di un amante
    è un fiore d'esile stelo,
    una favola inquietante,
    fugace e fragile velo,
    il respiro di un istante
    che scomparirà nel cielo.
    Cielo e luce all'infinito
    come se fosse di giorno,
    mondo magico fiorito
    che mi risplende d'intorno,
    io ti sfoglio con le dita
    e indovino il tuo contorno.
    Il contorno del tuo corpo
    ora si è fatto reale:
    è qualcosa bianco e vero,
    bello da far quasi male,
    e s'insinua in un pensiero
    che all'improvviso mi assale;
    contro il cielo trasformato
    sorride un'altra luna,
    ma io so qual è la vera,
    l'altra non è più nessuna,
    questa nuova luna piena
    mi procurerà fortuna.

    Francesco Guccini

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  12. Alla nuova Luna

    In principio Dio creò il cielo
    e la terra, poi nel suo giorno
    esatto mise i luminari in cielo,
    e al settimo giorno si riposò.
    Dopo miliardi di anni l'uomo,
    fatto a sua immagine e somiglianza,
    senza mai riposare,
    con la sua intelligenza laica,
    senza timore, nel cielo sereno
    d'una notte d'ottobre,
    mise altri luminari uguali
    a quelli che giravano
    dalla creazione del mondo.
    Amen

    Salvatore Quasimodo
    (da "La terra impareggiabile", 1958)

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  13. Che fai, luna, in cielo? dimmi, che fai,

    silenziosa luna?

    Sorgi la sera, e vai,

    contemplando i deserti; indi ti posi.

    Ancor non sei tu paga

    di riandare i sempiterni calli?

    Ancor non prendi a schivo, ancor sei vaga

    di mirar queste valli?

    Somiglia alla tua vita

    la vita del pastore.

    Sorge in sul primo albore;

    move la greggia oltre pel campo,

    e vede

    greggi, fontane ed erbe;

    poi stanco si riposa in su la sera:

    altro mai non ispera.

    Dimmi, o luna : a che vale

    al pastor la sua vita,

    la vostra vita a voi? dimmi: ove tende

    questo vagar mio breve,

    il tuo corso immortale?



    G. Leopardi

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  14. Έτσι μιλώ γιά σένα καί γιά μένα
    Επειδή σ’αγαπώ καί στήν αγάπη ξέρω.
    Νά μπαίνω σάν Πανσέληνος από παντού, γιά τό μικρό τό πόδι σού μές στ’αχανή
    σεντόνια. Νά μαδάω γιασεμιά κι έχω τή δύναμη
    αποκοιμισμένη, νά φυσώ νά σέ πηγαίνω μές από φεγγαρά περάσματα καί κρυφές τής θάλασσας στοές
    Είναι νωρίς ακόμη μές στόν κόσμο αυτόν, μ’ακούς"

    Ο. Ελύτης

    Cosi parlo per Te e per Me
    E' perche' Ti amo che io conosco l'Amore.
    Come la Lunapiena, entro da per tutto ,
    cercando sotto l'immensita' del lensuolo per il tuo piccolo piede.
    Per spelare il gelsomino
    la mia forza dorme ancora,
    per portarti con il mio respiro sulla strada della Luna
    e nelle nascoste gallerie del mare.
    E molto presto ancora in questo mondo, ascoltami."

    O. Elitis
    trad. Lunapiena

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  15. Turbato da un sogno

    E la luna quella
    alla finestra, tanto grande e rossa?
    Nella stanza nessuno?
    Nessuno vicino al letto?

    Ascolta; palpitano
    i suoi passi giù per le scale
    ...o ai vetri è un battito d'ali?

    Lei un momento fa
    sulla bocca mi baciava calda:
    calda come la luna nel sud
    quando splende rossa,
    la luna che da abissi lontani
    segnò quei due baci.

    E la luna ora va
    rannuvolandosi, ha frainteso!
    Così giù nel mio sangue lenti
    affondano i miei baci, presto
    restando sommersi.

    Non ci siamo capiti.

    DAVID H.LAWRENCE

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  16. STUPIDA LUNA


    Stupida luna vagabonda del cielo
    Perché non mi rispondi mai
    Ce l’hai qualcuno che ti può sentire
    E che gli dici quello che hai
    Ore e ore così lontana
    Chiusa negli affari tuoi
    Nessuno conosce i tuoi segreti
    Nessuno sa quello che vuoi

    E conti i giorni o conti le notti
    O il tempo lo consideri
    Solo una stagione che cambia
    Solo un istante che va
    E non ti viene mai paura
    Di ritrovarti vecchia e sola
    Prigioniera dentro una malattia
    Che ti consuma e ti si porta via

    Stupida luna che sali e che scendi
    Come un cameriere di hotel
    E ti trascini qualche sogno perduto
    Che ognuno reclama per sé
    In quante lingue hai sentito cantare
    E in che lingua scrivi poesie
    E dove vai quando ti lasci andare
    Nei ricordi e nelle fantasie

    Dimmi se qualche lacrima
    Ti è caduta sopra qualche nuvola
    E rotolando è diventata pioggia
    Per queste notti di malinconia
    Dimmi se qualche lacrima
    Ti è scivolata sulla ferrovia
    Quando è passato il treno dell’amore
    Che il mio amore s’è portato via

    Dammi una mano a resistere
    Io non voglio cadere più giù
    Dammi una mano a non perdere
    Voglio solo tirarmi su

    Stupida luna non te ne frega niente
    Di tutti i problemi che ho
    Chiusa nella palla della tua esistenza
    Non mi ti fili nemmeno un po’
    Forse sei timida e silenziosa
    E allora è pure meglio così
    Perché non rischi di essere ferita
    Dai criminali che si incontrano qui

    E qualche volta ci hai mai pensato
    Che in fondo in fondo ti somiglio un poco
    E sto a parlarti come se fosse un gioco
    Ma un gioco non è stato mai
    E lo so che un giorno mi risponderai
    Che questo gioco è tutto quello che hai
    E ti consoli a raccontare di te
    Come quando ti parlo di me

    Dammi una mano a resistere
    Io non voglio cadere più giù
    Dammi una mano a non perdere
    Voglio solo tirarmi su…
    Aiutami tu

    Siamo come le lucciole
    Piccoli fuochi nell’oscurità
    Lontani mille e mille chilometri
    Ma randagi nella stessa città
    E ognuno con le sue favole
    Dietro alle stesse nuvole
    Siamo vagabondi su un cavalcavia
    Che fischiando se ne volano via

    Dammi una mano a resistere…

    Testo e Musica di M. Locasciulli

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  17. La stella della sera


    L' estate era al suo meriggio,
    e la notte al suo colmo;
    e ogni stella, nella sua propria orbita,
    brillava pallida, pur nella luce
    della luna, che piu' lucente e piu' fredda,
    dominava tra gli schiavi pianeti,
    nei cieli signora assoluta -
    e, col suo raggio, sulle onde.
    Per un poco io fissai
    il suo freddo sorriso;
    oh, troppo freddo - troppo freddo per me!
    Passo', come un sudario,
    una nuvola lanugiosa,
    e io allora mi volsi a te
    orgogliosa stella della sera,
    alla tua remota fiamma,
    piu' caro avendo il tuo raggio;
    giacche' piu' mi allieta
    l' orgogliosa parte
    che in cielo svolgi a notte,
    e di piu' io ammiro
    il tuo fuoco distante
    che non quella fredda, consueta luce.

    E. A. Poe

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  18. Superba è la Notte
    La cosa più superba è la notte
    quando cadono gli ultimi spaventi
    e l'anima si getta all'avventura.
    Lui tace nel tuo grembo
    come riassorbito dal sangue
    che finalmente si colora di Dio
    e tu preghi che taccia per sempre
    per non sentirlo come un rigoglio fisso
    fin dentro le pareti.

    Alda Merini

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  19. I POETI LAVORANO DI NOTTE

    I poeti lavorano di notte
    quando il tempo non urge su di loro,
    quando tace il rumore della folla
    e termina il linciaggio delle ore.
    I poeti lavorano nel buio
    come falchi notturni od usignoli
    dal dolcissimo canto
    e temono di offendere Iddio.
    Ma i poeti, nel loro silenzio
    fanno ben più rumore
    di una dorata cupola di stelle.

    Alda Merini

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  20. Viaggio d'inverno

    O bella insonnia o palpebra
    di rovere striata nello strazio
    della luce che mai smette di battere
    in questa notte metropolitana

    o mia palpebra a filo di quell'altra
    o mia notte a sfida di quell'altra
    o luce della mia notte
    che mai cessi d'esistere -

    quale mattino di sangue e di nuvole
    domani il cielo svolgerà dinanzi
    agli aerei laboriosi per le rotte segnate
    nella metamorfosi del tempo sonoro

    e quale diurno sereno seguirà
    i nembi fittizi e quale quieto svolgersi
    del giorno primaverile sino all'animazione
    di un crepuscolo infinitamente benigno
    per il suo indugio di rosa
    sopra la città prostrata?


    Attilio Bertolucci

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  21. La notte nell'isola


    Tutta la notte ho dormito con te
    vicino al mare, nell'isola.
    Eri selvaggia e dolce tra il piacere e il sonno,
    tra il fuoco e l'acqua.
    Forse assai tardi
    i nostri sogni si unirono,
    nell'alto o nel profondo,
    in alto come i rami che muove uno stesso vento,
    in basso come rosse radici che si toccano.

    Forse il tuo sogno
    si separo' dal mio
    e per il mare oscuro
    mi cercava, come prima,
    quando ancora non esistevi,
    quando senza scorgerti
    navigai al tuo fianco
    e i tuoi occhi cercavano
    cio' che ora
    - pane, vino, amore e collera -
    ti do a mani piene,
    perche' tu sei la coppa
    che attendeva i doni della mia vita.

    Ho dormito con te tutta la notte,
    mentre l'oscura terra gira
    con vivi e con morti,
    e svegliandomi d'improvviso
    in mezzo all'ombra
    il mio braccio circondava la tua cintura.
    Ne la notte ne il sonno
    poterono separarci.

    Ho dormito con te
    e svegliandomi la tua bocca
    uscita dal sonno
    mi diede il sapore di terra,
    d'acqua marina, di alghe,
    del fondo della vita,
    e ricevetti il tuo bacio
    bagnato dall'aurora,
    come se mi giungesse
    dal mare che ci circonda.

    Pablo Neruda

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  22. NOTTE

    Cero, lucerna,
    lampione e lucciola.

    La costellazione
    della saeta.

    Finestrelle d'oro
    tremano,
    e nell'aurora dondolano
    croci sovrapposte.

    Cero, lucerna,
    lampione e lucciola.

    F.G. Lorca

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  23. Cantico dei cantici 3

    "Sul mio letto durante le notti ho cercato colui
    che la mia anima ha amato.
    Lo cercai, ma non lo trovai.
    Lasciami levare, ti prego,
    e andare in giro per la città;
    nelle strade e nelle pubbliche piazze
    lasciami cercare colui
    che la mia anima ha amato.
    Lo cercai, ma non lo trovai.
    Le guardie che facevano la ronda
    nella città mi trovarono:
    'Avete visto colui
    che la mia anima ha amato?'
    Le avevo appena oltrepassate
    che trovai colui
    che la mia anima ha amato.
    L'afferrai, e non lo lasciavo andare,
    finché l'ebbi introdotto nella casa di mia madre
    e nella stanza interna di colei
    che era stata incinta di me.
    Vi ho posto sotto giuramento,
    o figlie di Gerusalemme,
    per le gazzelle o per le cerve del campo,
    di non cercar di svegliare né di destare [in me]
    l'amore finché esso non vi sia incline"

    Salomone

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  24. Quando ti lasciai,
    non caminai se non con il passo
    di un prigioniero che vien condotto alla morte.

    Nel venire a te,
    mi affretto sollecito come la luna
    quando percorre la volta celeste.

    E il mio dipartirmi, se mi diparto,
    e' tardo come le stelle fisse, alte nel cielo.

    Ibn Hazm
    uno tra i piu' celebri intellettuali
    dela Spagna musulmana dell'XI sec.

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  25. Difronte alla luna

    Io avanzo a spirale verso la spina dorsale del mondo.
    Nella solitudine più inquietante del sangue,
    difronte alla grande luna,
    stabilisco l'immortale forma del verso.
    Dell'anima tutto è il principio, l'esagramma celeste,
    la consunta etica del caso.
    Oh!, lo sguardo infuriato!!
    Oh!, l'oscura meta elementare!!
    Soffoco la calura negli odori delle fibre vegetali.
    Tra non molto, sulle bacche dell'aurora nascente,
    il mondo minerale declamerà l'assoluto disordine.
    Non mi muoverò più da questi luoghi,
    né da quegli altri sogni, che sognai nell'orto
    pagano di Eraclito,
    né dalla sfera mobile di questo quarto di cielo,
    il cielo che in una sera al crepuscolo
    qualcuno chiamò t'ien.
    Mi immergo in una sostanza cieca come la luna.

    GIOVANNI CAPOGNA

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  26. Il Canto della LUNA

    Sopra la luna abita tutto cio' di cui ho bisogno:
    le mie intuizioni chiare come luce diurna,
    le mie certezze di folgori guizzanti,
    e sulle nuvole vivo o stessa
    bianca, nel sole che abbaglia,
    irraggiungibilmente felice nel cenno dell'addio.
    Addio, miei boschi di gioventu'.
    Vi abitano mostri
    non mettero' mai piu' piede sulla terra.
    Mi porto' un' aquila sulle sue ali
    lontano dal mondo
    ho pace.
    Mi siedo sulle nuvole e canto
    sulla terra cadono gocce di mercurio dell'irrisione-
    da cui crescono erba-solletico e volate in aria fiori.

    Edith Sadergran
    La lira di Settembre; 1918

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  27. LA STRADA DELLA LUNA
    Dividendo il mare in due, la luna sale
    e viaggia con il piccolo vento del Nord
    che si corica nei tuoi capelli.
    E quando ella discende verso la tua ultima freschezza
    ella si muove e penetra nei tuoi vasi di fiori
    fino a che le acque salgono
    perché tu possa languire su di me.

    Dividendo il mare in due, la luna sale
    e aspetta che tu riappaia in giardino, con le stelle.
    E quando tu fiorisci, gelsomino, e riempi il mio cuore di profumo,
    la luna scivola nella tua bocca
    affinchè tu la scaldi dei tuoi baci
    e tu mi stringa a te.

    MIKIS THEODORAKIS - DIONISIS KARATZAS

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  28. I raggi della luna

    I raggi della luna,
    che le tende di lino antico
    mosse dal vento,
    lasciano filtrare
    dalla mia finestra aperta,

    si posano morbidi
    sul mio corpo disteso
    ne accarezzano i contorni
    ne illuminano le forme,

    nell'attesa che
    un altro corpo
    lasci la sua impronta
    forte e marcata
    nel grande letto.

    Chicca

    Les rayons de la lune

    Les rayons de la lune,
    que les tentures de lin ancien
    remuées par le vent
    laissent filtrer
    par ma fenêtre ouverte,

    se posent en douceur
    sur mon corps étendu,
    en caressent les contours
    et dessinent ses formes,

    dans l'attente
    d'un autre corps
    qui laissera son empreinte
    massive et nette
    dans le grand lit.

    Bonbon
    Trad. Albert

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  29. Lunapiena

    Oltre l'oscurità vestita di blu
    una vibrazione divina
    di lunapiena.
    Gli angeli attraversano la sua luce ;
    lontano, verso la riva celeste.
    Vicina e irraggiungibile lunapiena ;
    timida e solitaria
    ornata d'ombra
    bacia il mio respiro.
    Nell'ora silenziosa si solleva
    e la sua pallida luce si fonde
    oltre ai prati quieta,
    sepolta tra i boschi
    s'addormenta.

    Adriano

    Pleine lune

    Par-delà l'obscurité toute bleue,
    telle une vibration divine,
    voici la pleine lune,
    les anges suivent sa lumière
    qui perce la voûte céleste.
    Si proche mais inaccessible,
    humble et solitaire,
    elle étreint mon souffle
    dans son halo de pénombre.
    A l'heure silencieuse elle se lève,
    diffuse sa pâle clarté
    au-dessus des prairies,
    elle se cache dans les bois
    quand elle a sommeil.

    Adriano
    (Trad. Albert)

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  30. ALLA LUNA

    Sorella della luce primordiale,
    immagine di tenerezza dolente,
    la nebbia con un barlume d'argento
    fluttua attorno al tuo volto ammaliante.

    Il corso del tuo piede leggero ridesta
    dagli antri impenetrabili della luce
    le anime tristemente accomiatate,
    me, e gli uccelli notturni.

    Il tuo sguardo sorvola esplorando
    una distesa sconfinata!
    Sollevami fino al tuo fianco,
    asseconda questa mia fantasia !

    E nella calma piu' voluttuosa
    il cavaliere errante potra' scorgere
    attraverso la griglia dell'invetriata,
    le notti della sua innamorata.

    Dove la volutta' regna, il crepuscolo
    fluttua attorno alle sue membra tornite.
    Il mio sguardo ebbro discende.
    Cosa volete che si nasconda alla Luna.

    Ma che desideri sono questi!
    Per la brama di godere
    starsene cosi sospesi:
    Ehi, la passione ti stravolge la vista!

    Johann Wolfgang Goethe
    (1769)

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  31. ALLA LUNA

    O grazοosa luna, io mi rammento
    che, or volge l'anno, sovra questo colle
    io venia pien d'angoscia a rimirarti :
    e tu pendevi allor su quella selva
    siccome or fai, che tutta la rischiari.
    Ma nebuloso e tremulo dal pianto
    che mi sorgea sul ciglio, alle mie luci
    il tuo volto apparia, che travagliosa
    era la mia vita : ed e', ne cangia stile,
    o mia diletta luna. E pur mi giova
    la ricordanza e il noverar l'estate
    del mio dolore. Oh come grato occorre
    nel tempo giovanil, quando ancor lungo
    la speme e breve ha la memoria il corso,
    il rimembrar delle passate cose,
    ancor che triste, e che l'affanno duri!

    Giacomo Leopardi: Canti

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  32. ALLA LUNA

    Racconta la storia che in quel passato
    tempo in cui accaddero tante cose
    reali, immaginarie e dubbie,
    un uomo concepi lo smisurato

    progetto di cifrare l'universo
    in un libro e con impeto infinito
    innalzo' l'alto e arduo manoscritto
    e limo e declamo l'ultimo verso.

    Stava per ringraziare la fortuna
    quando alzando gli occhi vide un lucido
    disco nell'aria e capi, stupito,
    di essersi dimenticato della luna.

    La storia che ho narrato benche' finta,
    puo ben raffigurare il maleficio
    di noi che esercitiamo il mestiere
    di trasformare in parole la nostra vita.

    Si perde sempre l'essenziale. E' una
    legge di ogni parola intorno al nume.
    Non sapra' eluderla questo riassunto
    delle mia lunga relazione con la luna.

    Non so dove l'ho vista per la prima volta,
    se nel cielo anteriore della dottrina
    de greco o nella sera che declina
    sopra il patio con il pozzo e il fico.

    Come si sa, questa mutevole vita
    puo', fra tante cose, essere molto bella
    e ci fu cosi qualche sera in cui con lei
    ti abbiamo guardata, oh luna condivisa.

    Piu della lune delle notti posso
    ricordare quelle del verso : l'incantata
    Dragon moon che da orrore alla ballata
    e la luna sanguinate di Quevedo.

    Di un'altra luna di sangue e di scarlatto
    parlo' Giovanni nel suo libro di feroci
    prodigi e di giubili atroci;
    ci sono altre piu' chiare lune d'argento.

    Pitagora con il sangue (narra una
    tradizione) scriveva su uno specchio
    e gli uomini leggevano il riflesso
    in quell'altro specchio che e' la luna.

    Di ferro c'e' una selva dove dimora
    l'alto lupo la cui strana sorte
    e' di abbattere la luna e di darle morte
    quando arrossera' il mare l'ultima aurora.

    (Questo Nord profetico lo sa
    e anche che in quel giorno la nave
    che si fa le unghie dei morti
    infestera' gli aperti mari del mondo)

    Quando a Ginevra o a Zurigo, la fortuna
    volle che anch'io fossi poeta,
    mi imposi, come tutti, il segreto
    obbligo di definire la luna.

    Con una sorta di studiosa pena
    esaurivo modeste variazioni,
    sotto il vivo timore che Lugones
    gia' avesse usato l'ambra o la sabbia.

    Di lontano avorio, di fumo, di fredda
    neve furono le lune che illuminarono
    versi che di certo non raggiunsero
    l'arduo onore della tipografia.

    Pensavo che il poeta e' quell'uomo
    che, come il rosso Adamo del Paradiso,
    impone a ogni cosa il suo preciso
    e vero e non saputo nome.

    Ariosto mi insegno che sull'incerta
    luna dimorano i sogni, l'inafferrabile,
    il tempo che si perde, il possibile
    o l'impossibile, che e' la stessa cosa.

    Dalla Diana triforme Apollodoro
    mi lascio' scorgere l'ombra magica;
    Hugo mi diede una falce che era d'oro,
    e un irlandese, la sua nera luna tragica.

    E, mentre io sondavo quella miniera
    delle lune della mitologia,
    era la', dietro l'angolo della strada,
    la luna celestiale di ogni giorno.

    So che fra tutte le parole, una ce n'e'
    per ricordarla o per raffigurarla.
    Il segreto, secondo me, sta nell'usarla
    con umilta'. E' la parola luna.

    Non so piu' maculare la sua pura
    apparizione con un'immagine vana;
    la vedo; indecifrabile e quotidiana
    e al di la' della mia letteratura.

    So che la luna o la parola luna
    e' una lettera che fu creata
    per la complessa scrittura di quella strana
    cosa che siamo, numerosa e una.

    E' uno dei simboli che nell'uomo
    da' il fato o il caso perche' in un giorno
    di esaltazione gloriosa o di agonia
    possa scrivere il proprio vero nome.

    Jorge Luis Borges : Il creatore;1960

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Ευχαριστώ για την επίσκεψη.
Grazie per la tua Gentilezza.

Lunapiena