Τετάρτη, 19 Δεκεμβρίου 2007

L'albero di Natale......... Dalla cima dell'albero lassu brilla il Natale.
Musica, suona con fervore,
che noi cominciamo a danzare. Dammi la mano, attento,
l'arancia non si puo toccare.
Prima dobbiamo vedere
e poi mangiare.
Ecco bambini, cosi va bene,
questa e la danza che si conviene.
Ora vogliamo dare
alla piccola Sine il suo regalo?
Sciogli da te lo spago
e la bambola appare.
Chiude anche gli occhi, se la culli bene.
Peter si e innamorato di quel ramo
dove pende il tamburo.
Ogni volta che passa il vicino
va un po' piu piano.
Diamogli il suo tamburo,
a Jens la tromba diamo.
Ma nessuno si metta a suonare
finche non ho finito di cantare.
Ed ora sono stanco,la tavola ci attira.
Ora tocca alla mamma
che aspetta la in cucina.
Per lei c'e un portafoglio
molto bello e molto raro.
Il Natale dura a lungo
e ci vuoi molto denaro.
Canto popolare danese

Τρίτη, 18 Δεκεμβρίου 2007

ΧΡΙΣΤΟΥΓΕΝΝΑ

Natale durante la prima guerra mondiale Il giorno di Natale del 1914, nel primo anno della prima guerra mondiale, i soldati tedeschi, inglesi e francesi disobbedirono ai loro superiori e fraternizzarono con “il nemico” lungo due terzi del fronte occidentale.Le truppe tedesche innalzarono alberi di Natale fuori delle trincee con le scritte “Buon Natale.”“Voi non sparate, noi non spariamo.”A migliaia, le truppe attraversarono la terra di nessuno su cui giacevano sparsi corpi in decomposizione. Cantarono i canti di Natale, si scambiarono le foto dei cari rimasti a casa, condivisero le razioni, giocarono a calcio, arrostirono persino alcuni maiali. I soldati abbracciarono gli uomini che solo poche ore innanzi cercavano di uccidere. Si misero d’accordo per avvertirsi se i superiori li avessero obbligati a imbracciare le loro armi e di mirare in alto. Stava succedendo il disastro: soldati che dichiarano la loro fratellanza e che rifiutano di combattere.I generali, da tutte e due le parti, dichiararono questo pacificarsi spontaneo come tradimento e pertanto conforme alla corte marziale.Entro marzo 1915 il movimento di fraternizzazione era stato sradicato e la macchina di morte rimessa completamente all’opera. Al momento dell’armistizio nel 1918, quindici milioni di persone erano state massacrate. Poche persone sanno la storia della tregua di Natale. I capi militari non hanno infranto le loro regole per renderla pubblica. Il giorno di Natale del 1988, una cronaca nel Boston Globe accennava che una radio FM locale aveva mandato in onda “Natale nelle trincee,” una ballata sulla tregua di Natale, parecchie volte e c’era stato un effetto stupefacente. A Boston, la canzone era diventata il pezzo più richiesto durante le feste su parecchie stazioni FM. “Ancor più stupefacente del numero di richieste avute è la reazione seguente alla ballata degli ascoltatori che non l’avevano mai sentita prima,” ha detto il conduttore. “Mi telefonavano profondamente commossi, a volte in lacrime, chiedendo, ‘Cosa diavolo ho appena ascoltato?’” Penso di sapere perché gli ascoltatori si erano commossi. La storia della tregua di Natale va contro la maggior parte delle cose che ci hanno insegnato circa la gente. Ci fa dare un’occhiata di un mondo come vorremmo che fosse e dice, “Questo, una volta, è veramente accaduto.” Ci ricorda di quei pensieri che manteniamo celati, fuori della portata della TV e degli articoli di giornale che ci dicono come la vita umana sia insignificante e meschina. È come sentire che i nostri desideri più profondi in verità sono giusti: realmente il mondo potrebbe essere differente Estratto da “We CAN Change the World: The Real Meaning of Everyday Life” di David G. Stratman (New Democracy Books, 1991).
BUON NATALE E arriverà Natale, Anche quest’anno arriverà Natale per chi resta, per chi va Natale da una lira Natale ricco o no Bambini per un giorno, per un po’ Vorrei che il tuo Natale Risplendesse dentro te, Che soffri e stare Al mondo sai cos’è Per te che non hai storie Da raccontare ormai…
Le fate son drogate
Malati i sogni tuoi
Vorrei dire buon Natale
E dividerlo con te
Con te che hai perso la speranza
E hai paura come me
Un tempo non lontano…
I doni appesi tutto intorno al camino,
Nessuno violentava,
Quel sogno che per mano ti portava
Giocavi allo sceriffo…
E per te un buono non era un fesso
E il bersaglio era finto…
Non era un uomo steso sul cemento
E non c’erano i brutti…
Quel giorno li erano d’accordo tutti…
Sia chi ha gli occhi lunghi,
La pelle nera o i capelli biondi
Natale da una lira…
Natale ricco o no…
Bambini per un giorno…
per un po’
Perché non fosse una parola il bene…
Perché ogni bomba diventasse pane…
Io vorrei che almeno un giorno…
Quella cometa facesse ritorno!
E un campo di battaglia desse grano
Per quella morte con la falce in mano…
E al ventre di una donna, il suo bambino…
E breve o lungo ad ognuno il suo destino
Vorrei dire buon Natale…
Finché c’è chi ascolterà
Finché si farà l’amore…
Finché un uomo pregherà...
Renato Zero

Κυριακή, 16 Δεκεμβρίου 2007

Στη Σιωπή του Ουρανού

Silenzioso è il cielo stasera
......................
Sorride nel buio, la pallida Luna,
compagna eterna d' Artemide
che corre nel suo bosco libera
cercando di vincere la sua paura,
lottando contro l'amara solitudine
in un mondo selvaggio che lotta feroce
per salvarsi e sopravivere...
Silenziose le Stelle aspettano,
mille luciole accese al buio,
candelle di Pace e d'Amicizia.
La nina nana canta la mamma,
e il suo bimbo sorride sereno,
nel sicuro nido materno...
richiamo di Vita,
inno di Speranza in un mondo che piange,
perdite e sofferenze quotidiane...
Silenzioso e' il cielo stasera
calmo, abbraccia la Terra
con le sue mille contradizioni........
Lunapiena

L'uomo e la donna

L'UOMO E LA DONNA
Víctor Hugo
L'uomo è la più elevata delle creature.
la donna è la più sublime degli ideali.
Dio fece per l'uomo un trono;
per la donna un altare.
Il trono esalta; l'altare santifica.
L'uomo è il cervello.
La donna il cuore.
Il cervello fabbrica la luce;
il cuore produce l'amore.
La luce feconda;
l'amore resuscita. L'uomo è forte per la ragione.
La donna è invincibile per le lacrime.
La ragione convince;
le lacrime commuovono.
L'uomo è capace di tutti gli eroismi.
La donna di tutti i martirii.
L'eroismo nobilita;
il martirio sublimiza.
L'uomo ha la supremazia.
La donna la preferenza.
La supremazia significa la forza;
la preferenza rappresenta il diritto.
L'uomo è un genio.
La donna un angelo.
Il genio è immensurabile;
l'angelo indefinibile.
L'aspirazione dell'uomo
è la suprema Gloria.
L'aspirazione della donna
è la virtù estrema.
La gloria fa tutte le cose grandi;
la virtù fa tutte le cose divine.
L'uomo è un codice.
La donna un vangelo.
Il codice corregge;
il vangelo perfeziona.
L'uomo pensa. La donna sogna.
Pensare è avere nel cranio una larva;
sognare è avere nella fronte un'aureola.
L'uomo è un oceano.
La donna è un lago.
L'oceano ha la perla che adorna;
il lago la poesia che abbaglia.
L'uomo è l'aquila che vola.
La donna è l'usignolo che canta.
Volare è dominare lo spazio.
Cantare è conquistare l'anima.
L'uomo è un tempio.
La donna è il sacrario.
Davanti al Tempio ci scopriamo;
davanti al Sacrario c'inginocchiamo.
L'uomo è posizionato dove finisce la terra.
La donna dove comincia il cielo.

Φύλαξα τ'όνειρο

HO PROTETTO IL SOGNO...
Tra le dita delle tue mani,
Ho fatto sopravivere il sogno
Di cantarti il canto dell'amore,
Come se io fossi un angelo,
Per soffrire di nuovo.
Come dei bambini.
Dal cielo io ti porto
L'oscurità e la luce
Il mio silenzio e le mie parole.
Tra le dita delle tue mani,
Ho trattenuto il sogno d'ali,
Per scivolare dolcemente
In un colpo di vento,
Per volare di nuovo.
Come dei bambini.
Dal cielo ti porto
L'oscurità e la luce
Il mio silenzio e le mie parole.
di M.Theodorakis
Trad. Lunapiena

Η Μοναξιά του Φεγγαριού

Se ogni volta che la tua immagine
appare dal buio nella mia mente
e fa battere forte il mio cuore,
cadesse una Stella dal cielo,
la Luna sarebbe costreta a sentire...
cosa significa... solitudine.

Κυριακή, 9 Δεκεμβρίου 2007

Δρόμος μακρύς....

Come lunga questa strada,
che mi porta vicino a te... un lungo cammino perpetuo, nel labirinto del mondo, tra lestrigoni e ciclopi del mio essere, tra chimere e le sirene che cantano e mille enigmi di sfinge da risolvere... Come e' lunga la strada da percorrere e mi sento a volte sperduta, nel buio dei corridoi della mente e gl'inventati bisogni dell'esistenza... Come lungo questo cammino, che mi porta accanto a Te... tutte le strade passano dentro di me. Lunapiena

Parole del Cuore

Note Buttate per caso
Σκόρπιες Νότες
Le pagine una difronte dell'altra
come una coppia innamorata
parlano in silenzio d'amore...
Note buttate per caso
sul bianco foglio ingiallito
dall'umido respiro del tempo...
Vorrei sapere quale è il destino
delle mie impronte sul tuo cuore
parole che sfumano nella nebbia...
Ricordi che tornano senza invito
promesse del sole d'estate
sfinite nel profondo del mare...
Sfido la solitudine della luna
nel buio di una notte senza stelle
nell'arrivo di una tempesta...
Acqua che scorre tra le mie dita
il tempo della speranza
come una farfala in cerca di un fiore
sulla secca terra d'estate.
**********
Η μια σελίδα δίπλα στην άλλη
σαν ένα ερωτευμένο ζευγάρι
ψιθυρίζουν λόγια αγάπης.
Σκόρπιες νότες πεταμένες στην τύχη
πάνω στην άγραφη κιτρινισμένη σελίδα,
απ'την υγρή ανάσα του χρόνου.
Θα'θελα να'ξερα ποιά να'ναι η τύχη
των ίχνων π'άφησα στην καρδιά σου,
...λόγια που χάθηκαν στην ομίχλη!
Αναμνήσεις που έρχονται ακάλεστες
υποσχέσεις ήλιου καλοκαιρινού,
που κρύβονται στο βάθος της θάλασσας.
Προκαλώ την μοναξιά του φεγγαριού,
σε μια νύχτα χωρίς άστρα,
που προμηνύεται καταιγίδα.
Κι ο χρόνος της ελπίδας σαν το νερό,
που φεύγει ανάμεσα απ'τα δάχτυλα..
σαν πεταλούδα που ψάχνει για ένα λουλούδι,
στη ξεραμένη καλοκαιριάτικη γή.
Lunapiena

Η ομορφιά σου ΕΛΛΑΔΑ.... La Bellezza della Grecia

La Grecia conosciuta
e quella da scoprire
La Grecia è divisa in 13 regioni (Periferie):
1. Attica
4. Epiro
13. Creta

Σάββατο, 8 Δεκεμβρίου 2007

Claudio Baglioni

MILLE GIORNI DI TE E DI ME ........Io mi nascosi in te poi ti ho nascosto da tutti e tutti per non farmi piu' trovare e adesso che torniamo ognuno al proprio posto liberi finalmente e non saper che fare, non ti lasciai un motivo ne' una colpa ti ho fatto male per non farlo alla tua vita....
Tu eri in piedi contro il cielo e io cosi' dolente mi levai imputato alzatevi, chi ci sara' dopo di te respirera' il tuo odore pensando che sia il mio, io e te che facemmo invidia al mondo... avremmo vinto mai contro un miliardo di personee una storia va a puttane sapessi andarci io...nci separammo un po' come ci unimmo senza far niente e niente poi c'era da fare, se non che farlo e lentamente noi fuggimmo lontano... dove non ci si puo' piu' pensare.... Finimmo prima che lui ci finissenperche' quel nostro amore non avesse fine.
Volevo averti e solo allora, mi riusci' quando mi accorsi che ero li' per prenderti. Chi mi vorra' dopo di te si prendera' il tuo armadio e quel disordine che tu hai lasciato nei miei fogli andando via... cosi' come la nostra prima scena.... solo che andavamo via di schienabincontro a chi insegneremo quello che noi due imparammo insieme e non capire mai cos'e'.... se c'e' stato per davvero quell'attimo di eterno che non c'e' mille giorni di te e di me...
Ti presento un vecchio amico mio, il ricordo di me, per sempre per tutto quanto il tempo, in questo addio io mi innamorero' di te............................ Claudio Baglioni

Πέμπτη, 6 Δεκεμβρίου 2007

Βίκυ Μοσχολιού

Άνθρωποι μονάχοι Lonely People click^ .....................................
Υπάρχουν άνθρωποι που ζουν μονάχοι
σαν το ξεχασμένο στάχυ,
ο κόσμος γύρω άδειος κάμπος,
κι αυτοί στης μοναξιάς το θάμπος,
σαν το ξεχασμένο στάχυ
άνθρωποι μονάχοι................... Υπάρχουν άνθρωποι που ζουν μονάχοι,
όπως του πελάγου οι βράχοι,
ο κόσμος θάλασσα που απλώνει,
κι αυτοί βουβοί σκυφτοί και μόνοι,
ανεμοδαρμένοι βράχοι, άνθρωποι μονάχοι............... Άνθρωποι μονάχοι σαν ξερόκλαδα σπασμένα σαν ξωκλήσια ερημωμένα, ξεχασμένα, άνθρωποι μονάχοι σαν ξερόκλαδα σπασμένα σαν ξωκλήσια ερημωμένα, σαν εσένα, σαν εμένα... Άνθρωποι Μονάχοι....................... Πρώτη Εκτέλεση: Βίκυ Μοσχολιού Άλλες: Χαρούλα Αλεξίου Μουσική: Γιάννης Σπανός Στίχοι: Γιάννης Καλαμίτσης

Τετάρτη, 5 Δεκεμβρίου 2007

Νύχτα με Πανσέληνο....

ΠΑΝΣΕΛΗΝΟΣ.......... Χάρις Αλεξίου Στη μέση ενός μικρού σπιτιού που 'χω νοικιάσει, το γέλιο ενός μωρού παιδιού μ' έχει αγκαλιάσει. Τα ζήτησα όλα απ' τη ζωή μου, τα πλήρωσα με την ψυχή μου, να' χει ένα τόπο η καρδιά πριν να γεράσει. Έχει πανσέληνο απόψε κι είναι ωραία, είναι αλλιώτικη η σιωπή χωρίς παρέα.... Δε νιώθω θλίψη μα μου 'χει λείψει, το κοριτσάκι αυτό που αγάπησες τυχαία. Δε νιώθω θλίψη μα μου 'χει λείψει, το λάγνο ψέμα σου που τα 'κανε όλα ωραία. Είναι σκληρό για μια γυναίκα να 'ναι μόνη, στο λεω τώρα που η αλήθεια δε θυμώνει... Όση και να 'ναι η δύναμη μου, θέλω έναν άνθρωπο μαζί μου. Η μοναξιά στήνει παγίδες και πληγώνει.... Έχει πανσέληνο απόψε κι είναι ωραία, είναι αλλιώτικη η σιωπή χωρίς παρέα. Δε νιώθω θλίψη μα μου 'χει λείψει, το κοριτσάκι αυτό που αγάπησες τυχαία. Δε νιώθω θλίψη μα μου 'χει λείψει, το λάγνο ψέμα σου που τα 'κανε όλα ωραία.

AUGUSTO DAOLIO

Contro tutte le intolleranze contro chi soffoca le speranze contro antichi fondamentalismi e nuovi imperialismi contro la poca memoria della storia. Contro chi parla di fratellanza, amore e libertà e poi finanzia guerre e atrocità, Contro chi fa credere la guerra un dovere contro chi vuole dominio e potere contro le medaglie all'onore, alla santità per tutta la gente che grida libertà....... Augusto Daolio

Ο Άνθρωπος και η Θάλασσα....

L'UOMO e IL MARE di Charles Baudelaire Sempre il mare, uomo libero, amerai! Perché il mare è il tuo specchio; tu contempli nell'infinito svolgersi dell'onda l'anima tua, e un abisso è il tuo spirito non meno amaro. Godi nel tuffarti in seno alla tua immagine; l'abbracci con gli occhi e con le braccia, e a volte il cuore si distrae dal suo suono al suon di questo selvaggio ed indomabile lamento. Discreti e tenebrosi ambedue siete: uomo, nessuno ha mai sondato il fondo dei tuoi abissi; nessuno ha conosciuto, mare, le tue più intime ricchezze, tanto gelosi siete d'ogni vostro segreto. Ma da secoli infiniti senza rimorso né pietà lottate fra voi, talmente grande è il vostro amore per la strage e la morte, o lottatori eterni, o implacabili fratelli!

Τρίτη, 4 Δεκεμβρίου 2007

Κ. ΚΑΒΑΦΗΣ

Costantino Kavafis .....Poesie segrete ....trad. di Nicola Crocetti, ....introd. di Ezio Savino .....con dieci disegni di Alekos Fassianòs ........................................
Il lavoro di Kavafis è come un mareggiare salino che pulisce e lima. I fogli stampati erano spiagge rigate da segni passeggeri, che la prossima spuma dilavava, sbiadiva, sformava. Kavafis correggeva a penna; ristampava, ripudiava, archiviava. L’opera concresceva lentissima, depurata, sfaldata, naturalmente tesa alla “nuova stesura”. Si adagiarono strati fossili, fogli occultati da originali concrezioni, talvolta perfino saldati con la colla su giacimenti poetici primitivi. Crebbe un “archivio Kavafis”, miniera gioiosa e angosciata per i filologi. In questa suggestiva materia scava la presente raccolta, e mostra alcune più lucenti schegge fra i testi noti come Poesie inedite e Poesie rifiutate.

Χαμόγελο στη Σιωπή....

Sono momenti che l'Anima Sorride.... Era seduta sulla panchina e guardava l'azzurro infinito del Mare, quel mare di Egeo che tanto amava... Sul tavolino una tazza di caffe', il suo espresso macchiato. Adora quel colore di cioccolato, ricorda tanto la sua infanzia e le premure d'amore materno. Il suo caldo lo sentiva scendere nella golla riscaldando il corpo cacciando via, quel brivido dall'umidità del tramonto. Il suo sguardo segue il cammino del vento che accarezza la superficie del mare formando mille onde che rivelano sfumatture di azzurro sul mare profondo. Sembra che ballano sotto la luce rosastra del tramonto... L'orizzonte vestito di mille colori, una dolce tristezza mischiata con tantissima Nostalgia.. Il sole sembra inginochiarsi chiedendo perdono per la sua partenza. I suoi raggi accarezzano l'elemento liquido, che sembrava tremare dall'emozione... Una scena d'amore.. A volte l'emozione e' forte, come la Nostalgia di Lui, che torna sempre in silenzio nel suo cuore.. Accede una sigaretta, un'abitudine rimasta nel tempo... gioca con il fumo. Piccoli cerchi escono dalla sua bocca... come messaggi indiani. Gli guarda che si allontavano in aria. Sorride con tenerezza. Chi sa a cosa pensa.. gli piaceva giocare con il fumo, ricorda che era la ragione che l'ha portata a fumare.. Giocava a mandare messaggi d'Amore al suo ragazzo, a lui che nella vita, gli ha regalato l'arte di amare, senza egoismo e senza compromessi. Il suo sguardo si perde nell'infinito del cielo. Sta navigando nel tempo... Corre molto la mente tra ricordi e desideri, una corsa di lotta del cuore in solitudine, una solitudine tanto amata. Silenzio parlante... Sente il respiro di tanti ricordi che tornano sempre in silenzio, come colombe bianche, che volano in cerca della liberta'... verso l'azzuro del cielo. Ci sono persone che non si possono mai scordare, rimangono sempre nel suo cuore. Sono per sempre ospiti d'onore. Un gabbiano sta per raggiungere la superficie liquida.... il suo becco atraversa la trasparenza azzurra dell'acqua marina. Ha afferato giusto un piccolo indifeso pesciolino. Per il momento la sua cena era perfatta. Sbatte forte le sue ali, si alza e comincia a volare intorno. Era cosi buona la sua cena, vuole far durare il suo gusto ancora.
Come e' bella la Vita.... con la sua semplicità! Accarezza con la mano i suoi capelli, gli sistema in modo di non disturbare il suo campo visivo. Si lascia perdere in liberta' sugli ali del gabbiano. La fantasia completa a volte il desiderio. Un segno nero sull'orizzonte si avvicina lentamente. Una Nave militare, la porta nella cruda realta, che l'aggressività della guerra esiste poco lontana da lei.... che la morte fa parte della vita... un brivido di orrore si e' impadronito il suo corpo. Una lacrima scivola sul suo volto. La tristezza e' ritornata al cuore. Sono molto dificili questi giorni. L'ingiustizia e l'arroganza regna al mondo. Ha vinto ancora una volta, regalando miseria e morte.. Quanta falsita'... quanta ignoranza... accompagna sempre la cattiveria, e il bisogno di un potere possessivo. Sono state sempre pericolose le persone di questo tipo, distrungono ogni bellezza senza coscienza.... forse per ignoranza... forse per invidia.... forse per un bisogno di riempire il loro vuoto e il senso della loro debolezza e paura. Non hanno visto mai un gabbiano volare verso l'azzurro della sua libertà..., non hanno capito la vera forza della natura e mai hanno incontrato la vera ricchezza del mondo. La liberta' della scelta non puo' entrare nella miseria di una mente malata. Guarda il mare... e poi il suo sguardo si perde nell'infinito azzurro del cielo. Il Sole sorride, i suoi raggi giocano con le piccole nuvole bianche. La speranza di una nuova giornata di Sole per il mondo accarezza l'Anima. Un dolce sorriso riappare al suo volto. La Vita continua, pensa, come l'azzurro del mare si rispecchia l'azzurro infinito del cielo. Sono momenti che l'Anima sorride.... regalandoci la forza per sopportare la tristezza e il dolore che ci portano le bruttezze del mondo... Sono momenti che la Speranza, ci prende per mano... Sono momenti che l'Anima si libera, e si lascia volare sulle ali di un gabbiano.......................
Lunapiena

Δευτέρα, 3 Δεκεμβρίου 2007

Το Χαμόγελο της Φιλίας

L' AMICO e'... quella stella che segue il tuo cammino nel buio della lunga Notte d'inverno, il sorriso del tramonto che regala speranza, un caldo sguardo nella tua strada solitaria, un abbraccio sempre aperto al tuo dolore, quella carezza tenera sulle tue ferite, quella mano che ferma ogni tua caduta, come il severo maestro della ragione, è un porto che accoglie ogni tua fermata, ma anche il Faro costante ed accesso, che ti prottege dalle rocce nascoste nel buio.
E' come l'ombra che non ti lascia solo mai, in silenzio prottege le tue virtù.. La tua gioia li regala sorrisi di felicità e le tue lacrime riveste con compassione, è il tuo angelo sempre presente, per provedere i tuoi errori.... L'Amico e'... la tua scelta migliore della Vita .....................Lunapiena

Το ΝΗΣΙ της ΚΑΡΔΙΑΣ....

Le Isole dell'Anima............ Isole del sole, nell'oceano dell'anima sparse nell'uomo, ultimi regali divini, frammenti di un paradiso perduto, memoria dell'universo, un soffio di vita........ Isole d'amore di un'armonia vitale. Vergini boschi della bonta umana fontane e pozzi del vero benessere sorgenti per una spontanea felicita'. Come l'usignolo, unico cantante solitario l'uomo ricchiama amore e canta la Vita, si ubbriaca il cuore con nectar utopico, disarmato il cacciatore rimane in silenzio per ascoltare l'eterno inno dell'amore. Nelle isole dell'anima regna il calore nidi d'amore, focolari accesi in attesa per ospitare e alvare l'amore. Isole di una ricchezza natturale nel nostro universo vitale, fonti di vita, vicine alle rocce della nostra intimità circondate a volte di onde egocentriche di un mare di sentimenti infantili. Rimangono indifese all'attaco dei pirati che agganciano la loro mano di ferro e rubano... distruggendo vera ricchezza. .....................Lunapiena

Το Τραγούδι των Κυμάτων

IL_CANTO_DEL_MARE ............................................................
La Forza dell' Amore Feroce e' il vento stasera si diverte con le onde del mare... urla nella mia finestra, come un bacco ubriaca le foglie tremano i rami del platano, sulla riva del fiume acheroda, che unisce i due mondi... Orfea cerca sempre la sua Euridice. L'Amore è sempre più forte della morte che viene senza invito... in silenzio. Può vivere al buio nascosto e sorride felice alla luce del sole, respira la vita... e vince la morte, canta felicita' e sofferenza... Eros, prigioniero nell'Anima la tua forza è eterna... Oceano e' il tuo abbraccio, il fiume che circonda la Terra, che dà origine di tutto... sorgente di Vita..................... Lunapiena

ΕΝΑΣ ΜΥΘΟΣ.... Una FAVOLA....

Una Favola Sanscritica.............. Il Creatore del Mondo dopo che ha fatto l' uomo... ha voluto fare un essere piu' complesso, prende allora... il cerchio luminoso della Luna.. e le curve del serpente... lo spledore del verde di foglia fresca.. e il lutto delle nuvole... la selvagita' della tigre... e il ballo delle fiamme, la crudelta' della neve, e il canto del uccello ha fatto cosi la Donna!!!... e l'ha portata all' uomo... Lui la vidi ed esclamo' pieno di gioia GRAZIE!!!... o mio Signore... .....dopo 3 giorni pero'l'uomo la riporto' al Creatore dicendo: Questa donna che mi hai regalato... parla in continuazione, non mi lascia mai solo! piange spesso... e si lamenta...vuole tutto il mio tempo!!! Cosi il creatore la allontano' da lui... Ma... dopo 3 giorni l'uomo e ritornato, chiedendo di riprendere la sua Donna, dicendo: La mia donna sapeva cantare... ballava divinamente... si attacava al mio corpo quando aveva paura! rideva come una musica, e la sua bellezza... no... non la posso scordare... Il Creatore ha permesso questa volta,che la prendesse indietro... Quando dopo di 3 giorni... la riportò piangendo che non se la fa piu' a stare con lei gli ha risposto pieno di rabbia: Ma tu figlio mio non puoi ancora... stare con lei, ma nemmeno esistere senza di lei. Attento...pensaci bene... e cerca di trovare... il miglior dei modi... per Esistere... figlio mio!!! ............................... trad. Lunapiena dal libro :"Il canto della Dea EVA" di M.D.Mascetti

Σάββατο, 1 Δεκεμβρίου 2007

Μια Στιγμή.... Μια Εικόνα....

Όλα μεταβάλλονται... Όλα αλλάζουν.... Μια διαρκής κίνηση στην εξουσία του αγνώστου.... και δεν κρατά το βλέμμα παρά μια στιγμή... μια εικόνα! Το γαλάζιο της θάλασσας... Όλα γίνονται ανάμνηση και χάνονται στο βυθό της μνήμης... και αναδύονται στην επιφάνεια για μια ακτίνα του ήλιου ή για το ωχρό χαμόγελο του φεγγαριού, στη μοναξιά της νύχτας... Ροδοπέταλο αφημένο στον αφρό... η νοσταλγία, συντροφεύει το κύμα στην αέναη πάλη του με τον άνεμο... που σπάει στο βράχο της λησμονιάς. Πανσέληνος

Παρασκευή, 30 Νοεμβρίου 2007

ΠΟΙΗΣΗ στην ΑΡΧΑΙΑ ΕΛΛΑΔΑ

Passione d'amore................ A me pare uguale agli Dei chi a te vicino così dolce suono ascolta mentre tu parli e ridi amorosamnte. Subito a me il cuore si agita nel petto solo che appena ti veda, e la voce non esce e la lingua si lega. Un fuoco sottile sale rapido alla pelle, e ho buoi negli occhi e il rombo del sangue alle orecchie. E tutta in sudore e tremante come erba patita scoloro: e morte non pare lontana a me rapita di mente. ...............................Saffo trad. di Salvatore Quasimodo

ΠΡΟΣΤΑΤΕΥΣΕ το ΟΝΕΙΡΟ....

HO PROTETTO IL SOGNO
........................ Tra le dita delle tue mani, Ho fatto sopravivere il sogno Di cantarti il canto dell'amore, Come se io fossi un angelo, Per soffrire di nuovo. Come dei bambini. Dal cielo io ti porto L'oscurita' e la luce Il mio silenzio e le mie parole. Tra le dita delle tue mani, Ho trattenuto il sogno d'ali, Per scivolare dolcemente In un colpo di vento, Per volare di nuovo. Come dei bambini. Dal cielo ti porto L'oscurita' e la luce Il mio silenzio e le mie parole. ................... Mikis Theodorakis .......................trad. Lunapiena

Τετάρτη, 28 Νοεμβρίου 2007

ΔΙΑΒΑΤΗΣ Τ'ΟΥΡΑΝΟΥ.....

Le STELLE..... Le stelle non hanno fidanzato. Tanto belline, le stelle! Aspettano un rubacuori che le porti ad una sua ideale Venezia. Tutte le notti s'affacciano alle grate- oh cielo di mille piani! - e fanno segnali lirici ai mari d'ombra che le circondano. Ma attente, ragazze, perchè quando morirò vi rapirò una dietro l'altra sul mio cavallo di nebbia...... Federico Garcia Lorca ...................................... ΑΣΤΡΑ............ Τ'αστρα δεν έχουν μνηστήρα κι είναι τόσο όμορφα... Περιμένουν ένα καρδιοκατακτητή που θα τα συνοδεύσει σε μια δική του ιδανική Βενετία.

Κάθε νύχτα εκεί αγναντεύουν- μεσ'στον απέραντο ουρανό- στέλνοντας λυρικά μηνύματα στις θαλάσσιες σκιές, που φλερτάρουν στο σκοτάδι. Προσέξτε κορίτσια, όταν μια ταξιδέψω στο σκοτάδι, μια μετά την άλλη θα σας κλέψω με της ομίχλης μου το άλογο.... Federico Garcia Lorca (trad. Lunapiena)

Τρίτη, 27 Νοεμβρίου 2007

Κωστής Παλαμάς: ΟΙ ΠΑΤΕΡΕΣ


 

Παιδί, το περιβόλι που θα κληρονομήσεις, 
όπως το βρεις κι όπως το δεις 
να μη το παρατήσεις. 
Σ κ ά ψ ε  το ακόμα πιο βαθιά 
και φράξε το πιο στέρεα, 
και πλούτησε τη χλώρη του 
και πλάτυνε τη γη του, 
κι ακλάδευτο όπου μπλέκεται 
να το βεργολογήσεις,
και να του φέρνεις το νερό 
το αγνό της βρυσομάνας 
- κι αν αγαπάς τ' ανθρώπινα 
κι όσα άρρωστα δεν είναι, 
ρίξε αγιασμό και ξ ό ρ κ ι σ ε 
τα ξωτικά, να φύγουν
, και τη ζωντάνια σπείρε του
 μ' όσα γερά, δροσάτα. 

Γίνε οργοτόμος, φυτευτής, διαφεντευτής.
Κι αν είναι κι έρθουνε χρόνια δ ί σ ε χ τ α , 
πέσουν κα ι ρ ο ί  οργισμένοι, 
κι όσα πουλιά μισέψουνε σκιασμένα, 
κι όσα δένδρα για τίποτ' άλλο δε φελάν 
παρά για μετερίζια, 
μη φοβηθείς το χαλασμό. 

Φωτιά! Τσεκούρι! 
Τράβα, ξεσπέρμεψέ το, το περιβόλι, 
κόψ' το, και χτίσε κάστρο απάνου του 
και ταμπουρώσου μέσα, για πάλεμα, 
για μάτωμα, για την καινούργια γέννα, 
π' όλο την περιμένουμε 
κι όλο κινάει για να 'ρθει, 
κι όλο συντρίμι χάνεται 
στο γύρισμα των κύκλων. 
Φτάνει μια ιδέα να σ' το πει, 
μια ιδέα να σ' το προστάξει, 
κορόνα ιδέα, ιδέα σπαθί
που θα είν' απάνου απ' όλα. 

Κωστής Παλαμάς

΄Ενα Δώρο Σπάνιο....

"Η καρδιά ενός ανθρώπου είναι ένα δώρο σπάνιο και εύθραυστο Κράτα το με λεπτότητα και με τα δυό σου χέρια."
......................................... "Il cuore di una persona è un dono raro e fragile. Tienilo delicatamente, con entrambe le mani." Proverbio nigeriano

Δευτέρα, 26 Νοεμβρίου 2007

Αγάπη και Έρως

Nudo il cuore della ragazza nella tempesta della Vita... Nudo anche il giovane nell' incubo dei venti... E questa nudezza è stata la causa della loro lotta di un voluttuoso Amore... ed ha rinforzato i loro sensi. La fiamma della loro passione inesaurabile forza senza limiti, ciclone dei sentimenti amore, terrore ed estasi. Lo sguardo cerca rifugio... nel puro nudo dell'Anima. Lunapiena(1993)

Και ήταν Πρωί.....

Κι ήταν πρωί... κι ο ήλιος χαμογελούσε στα πικραμένα σύννεφα που συγκρατούσαν δάκρυα και στεναγμούς. Μια μαργαρίτα άνοιξε διάπλατα τα πέταλά της καταμεσής στο περιβόλι περήφανη για την τιμή που της έγινε, ν'ανθίσει κάτω απ'τη μηλιά. Κι ήταν πρωί...άνοιξες διάπλατα το παραθύρι, να μπεί στο σπίτι φώςκι ανέπνευσες βαθειά, να γεμίσουν τα στήθη δροσιά. Ένα δάκρυ κύλησε στης ανάμνησης το βωμό κι ο στεναγμός αγκάλιασε την σκέψη κι έγινε τραγούδι, κελάηδεμα καρδερίνας, που ήταν κλεισμένη στο κλουβί, φυλακισμένη μες τη μοναξιά της. Κι ήταν πρωί... ξύπνησε η ελπίδα τα παιδιά, μια καινούρια μέρα ξημέρωσε κι έσβησε ο ήλιος τον φόβο και σκόρπησε τον εφιάλτη. Η ανθισμένη λεμονιά κερνά υποσχέσεις στη γαλανή ματιά της κόρης που περιμένει να φανεί ο ταχυδρόμος. Κι ο γερο-Μιχάλης φάνηκε στην πόρτα ακουμπισμένος στο μπαστούνι μπορεί ακόμα να διαβεί το κατώφλι και να χαιδεύει τη μηλιά. Κι ήταν πρωί...γέμισε η αυλή σπουργίτια, ακάλεστοι επισκέπτες χωρίς ντροπή κλέβουν το σπόρο της ροδιάς. Ψάχνει η ματιά σου τη στροφή του ασφαλοστρωμένου δρόμου περιμένοντας να φανεί μια ελπίδα. Άρχισε όμως η βροχή, μια καταιγίδα, κρύφτηκε ο ήλιος πίσω απο τα σύννεφα κι επέστρεψε ο εφιάλτης κι ο γέρο_Μιχάλης ανήμπορος να επιστρέψει πιά στο κατώφλι σωριάστηκε στο χώμα. Κι ήταν πρωί... Πανσέληνος

Κυριακή, 25 Νοεμβρίου 2007

...κι ήταν πρωί!

Κι ήταν πρωί...κι ο ήλιος χαμογελούσε
στα πικραμένα σύννεφα
που συγκρατούσαν δάκρυα και στεναγμούς.
Μια μαργαρίτα άνοιξε διάπλατα τα πέταλά της
καταμεσής στο περιβόλι περήφανη για την τιμή
που της έγινε, ν'ανθίσει κάτω απ'τη μηλιά.
Κι ήταν πρωί...άνοιξες διάπλατα το παραθύρι,
να μπεί στο σπίτι φώςκι ανέπνευσες βαθειά,
να γεμίσουν τα στήθη δροσιά.
Ένα δάκρυ κύλησε στης ανάμνησης το βωμό
κι ο στεναγμός αγκάλιασε την σκέψη
κι έγινε τραγούδι, κελάηδεμα καρδερίνας,
που ήταν κλεισμένη στο κλουβί,
φυλακισμένη μες τη μοναξιά της.
Κι ήταν πρωί... κι η ελπίδα ξύπνησε τα παιδιά, μια καινούρια μέρα ξημέρωσε
κι έσβησε ο ήλιος τον φόβο
και σκόρπησε τον εφιάλτη.
Η ανθισμένη λεμονιά κερνά υποσχέσεις
στη γαλανή ματιά της κόρης
που περιμένει να φανεί ο ταχυδρόμος.
Κι ο γερο-Μιχάλης φάνηκε στην πόρτα
ακουμπισμένος στο μπαστούνι
μπορεί ακόμα να διαβεί το κατώφλι
και να χαιδεύει τη μηλιά.
Κι ήταν πρωί...γέμισε η αυλή σπουργίτια,
ακάλεστοι επισκέπτες χωρίς ντροπή
κλέβουν το σπόρο της ροδιάς.
Ψάχνει η ματιά σου τη στροφή
του ασφαλοστρωμένου δρόμου
περιμένοντας να προβάλλει η ελπίδα.
Άρχισε όμως η βροχή, μια καταιγίδα
κρύφτηκε ο ήλιος πίσω απο τα σύννεφα
κι επέστρεψε ο εφιάλτης
κι ο γέρο_Μιχάλης ανήμπορος
να επιστρέψει πιά στο κατώφλι
σωριάστηκε στο χώμα.
Κι ήταν πρωί...
Πανσέληνος

Πέμπτη, 22 Νοεμβρίου 2007

Το Περιβόλι της Καρδιάς......

La poesia per me... è un lungo viaggio fatato, da parola a Parola, da frase a Frase... trapassando sentieri segreti, esplorando il tramondo della memoria... verso il profondo del mare dei sendimenti, verso l'orrizzonte azzurro dell'esistenza.. là, dove la ragione incontra la fantasia, fino al limite del Logos... fino al profondo dell'Anima... fino all'infinito dell'Universo... per arrivare fino alla festa della Luce. Lunapiena

Κ. ΚΑΡΥΩΤΑΚΗΣ

K. Kariotakis ........ (1896-1928).... è nato a Tripolis, Grecia il 30 ottobre 1896, a causa della professione del suo padre, Kariotakis ha passato la sua vita spostandosi da un posto ad altro. Ha cominciato a scrivere e pubblicare la poesia gia' all'età di 16 anni. Ha finito la sua vita, a Preveza, il 21 luglio 1928!Il suo primo libro di poesie, "il dolore degli uomini e le cose" , è stato pubblicato in 1919; ed il terzo ed ultimo, "Elegies e Satires" , in 1927.

Τρίτη, 20 Νοεμβρίου 2007

FABRIZIO DE ANDRE'

Fabrizio De Andre' ... Il 18 febbraio 1940 Fabrizio De Andre' nasce a Genova. Sul giradischi di casa suo padre ha messo il "Valzer campestre"di Gino Marinuzzi, dal quale, oltre venticinque anni dopo, Fabrizio ricavera' la canzone "Valzer per un amore".Scoppiata la guerra, la famiglia si rifugia nella campagna di Revignano d'Asti, mentre il padre di Fabrizio, ricercato dai fascisti, si dΰ alla macchia.Nel '45 i De Andre' tornano a Genova. Fabrizio frequenta le elementari prima presso le suore Marcelline (che lui ribattezza le porcelline) poi alla "Cesare Battisti". Seguono gli studi ginnasiali, liceali ed infine universitari (interrompe quando gli mancano sei esami dalla laurea in giurisprudenza). Ma intanto e' nata di prepotenza la vocazione per la musica: Fabrizio studia primail violino, poi la chitarra, suona in gruppi jazz, si esibisce in pubblico cantando canzoni francesi, traduce Brassense comincia a scrivere brani tutti suoi. Nel 1958 esce il primo disco di De Andre': un 45 giri contenente due canzoni non sue, "Nuvole barocche" e "E fu la notte".Nel 1962 Fabrizio sposa Puny, una ragazza genovese che lo stesso anno gli da' un figlio, Cristiano, oggi a sua volta musicistae cantante.Intanto escono altri dischi contenenti brani destinati a diveniredei classici: "La guerra di Piero", "La ballata dell'eroe", "Il testamento", "La ballata del Miche'", "Via del Campo", "La canzone dell'amore perduto", "La cittΰ vecchia", "Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers" (scritta con Paolo Villaggio) e "La canzone di Marinella", che nel '68 viene incisa da Mina e trasforma De Andre' da autore per pochi intimi ad autore di successo. 1968: esce per la Belldisc l'album "Volume I", seguito l'anno dopo da "Tutti morimmo a stento", e da "Volume II": i tre dischi raggiungono il vertice delle classifiche di vendita.1970: esce "La buona novella" tratto dai Vangeli apocrifi.1971: esce "Non al denaro non all'amore nι al cielo", ispirato da "L'antologia di Spoon River" di Edgar Lee Masters.1973: la contestazione del'68 fornisce lo spunto all'ellepμ "Storia di un impiegato".1974: in "Canzoni" Fabrizio raccoglie traduzioni da Brassens, Dylan e Cohen e brani suoi degli anni Sessanta.1975: dalla collaborazione con Francesco De Gregori scaturisce l'album "Volume VIII". Segue il primo tour dell'artista, che comincia ad accarezzare il progetto di trasferirsi in Sardegna: acquisterΰ a tale scopo la tenuta dell'Agnata, presso Tempio Pausania, dedicandosi all'agricoltura e all'allevamento di animali.1977: Dori Ghezzi, alla quale Fabrizio si θ unito, gli dΰ una figlia, Luisa Vittoria, detta Luvi.1978: esce l'album "Rimini".1979: dal tour con la Pfm, De Andrι ricava un doppio album dal vivo. In agosto, a L'Agnata, lui e Dori Ghezzi vengono sequestrati: saranno rilasciati quattro mesi dopo.1981: l'esperienza del sequestro e la realta' della gente sarda ispirano parte dell'album senza titolo che i mass media battezzano "L'indiano".1984: De Andre' realizza con Mauro Pagani il pluripremiato ellepi "creuza de me", che unisce la lingua genovese alle sonorita' della tradizione mediterranea, e che due referendum tra i critici indicheranno come il miglior album dell'anno e del decennio.1989: Fabrizio sposa Dori.1990: esce l'album "Le nuvole", con grande successo di vendite e di critica, e successivo tour trionfale.1991: esce il doppio live "1991 - Concerti".1992: nuovo tour, il primo tour teatrale di De Andre'.1996: esce l'album "Anime Salve".1997: secondo tour teatrale di De Andre' e pubblicazione dell'album raccolta "Mi innamoravo di tutto" contenente"La canzone di Marinella" cantata con Mina.1998: Continua con successo il tour seguito all'album "Anime salve", interrotto per motivi di salute durante l'estate.1999: l'11 gennaio, alle 2:30 di notte, Fabrizio ci lascia, stroncato da un male incurabile. Muore a Milano all'Istituto dei Tumori dove era ricoverato. I suoi funerali si svolgono a Genova il 13 gennaio dove una folla di piu' di diecimila persone si stringe intorno al dolore della famiglia. Ora riposa nel cimitero di Staglieno, nella cappella di famiglia.... dal web

Δευτέρα, 19 Νοεμβρίου 2007

ΝΑΝΑ ΝΟΥΣΧΟΥΡΗ

ΝΑΝΑ ΜΟΥΣΧΟΥΡΗ Μετά 12 χρόνια επανέρχεται με τον Νέο της Δίσκο με τίτλο: "Μόνη Περπατώ"... Εκτός από τις ελληνικές συμμετοχές στην έκδοση περιλαμβάνονται και δέκα τραγούδια από το διεθνές ρεπερτόριο της Νάνας Μούσχουρη. Μεγάλες επιτυχίες της σε Αγγλία, Γαλλία, Ισπανία, Λατινική Αμερική και Ασία, συνθέσεις όπως του Charles Aznavour, των Anne και Kate McGarrigle, του Jean Pierre Ferland, της ίδιας της Νανάς Μούσχουρη καθώς και δύο παραδοσιακά γαλλικά τραγούδια αποτελούν μερικά από αυτά. Τους στίχους και των δέκα αυτών τραγουδιών υπογράφει η Αγαθή Δημητρούκα. Τα νέα τραγούδια είναι έξι, συνθέσεις νέων Ελλήνων δημιουργών: τρία σε μουσική του Νίκου Αντύπα με στίχους, τα δύο της Λίνας Νικολακοπούλου και το ένα του ίδιου, δύο σε μουσική του Στέφανου Κορκολή με στίχους της Ρεβέκκας Ρούσση και της Άντας Δούκα και ένα τραγούδι του Γιώργου Θεοφάνους. Μεγάλη έκπληξη αποτελεί η εξαιρετική ερμηνεία της σε ένα δημοτικό τραγούδι, "Τα Παιδιά της Σαμαρίνας" με τον Βασίλη Σαλέα στο κλαρίνο. Το "Μόνη Περπατώ" αντικατοπτρίζει το δρόμο που περπάτησε μόνη της 50 ολόκληρα χρόνια γυρνώντας την υδρόγειο.

ΠΟΙΗΣΗ - POESIA

Felice chi con ali vigorose, le spalle alla noia e ai vasti affanni che opprimono col peso la nebbiosa vita, si eleva verso campi sereni e luminosi! Felice chi lancia i pensieri come allodole in libero volo verso i cieli nel mattino! Felice chi, semplice, si libra sulla vitae intende il linguaggio dei fiori e delle cose mute!......... Baudelaire

Κυριακή, 18 Νοεμβρίου 2007

ΜΙΚΗΣ ΘΕΟΔΩΡΑΚΗΣ

MIKIS THEODORAKIS............ nasce il 29 luglio 1925 nell’isola di Chio da padre di origine cretese e da madre di origine greco-anatolica. Segue il padre, impiegato pubblico, nei trasferimenti in diversi centri delle isole egee, del Peloponneso e della terraferma.Nel 1943, in piena occupazione italotedesca, è ad Atene dove inizia gli studi musicali al conservatorio dell’Odeion,e prende contatto con la Resitenza, cui è già legato da quando risiedeva a Tripoli di Arcadia, e per la quale combatte, subendo arresti e torture. Partecipa poi alla guerra civile (1946/1949) nelle file dei “ribelli”. Conosce i campi di concentramento, compreso quello famigerato sull’isola di Macrònissos, e la deportazione a Icarìa. Contrae la tubercolosi. Nel 1950, messo in libertà, si diploma al Conservatorio dell’Odeion, e completa il servizio militare. Comincia a comporre e a farsi conoscere in patria come nuovo talento della musica greca. Nel 1953 un suo balletto sinfonico, “Carnaval”, viene rappresentato all’Opera di Roma. Si trasferisce quindi a Parigi con una borsa di studio. Compone pezzi sinfonici, musiche per balletto e per film.Fonda e dirige un’orchestra sinfonica classica. Contemporaneamente decide di misurarsi con la canzone popolare greca, la cui ricchezza musicale, accumulata attraverso una lunga e complessa tradizione, gli sembra straordinaria, ma menomata da una deludente povertà sul lato dei testi. Sceglie perciò un autentico poeta, Yannis Ritsos, suo compagno di prigionia a Macronissos, che già negli anni Trenta aveva sperimentato lingua, stili e metrica popolari e mette in musica- usando umili ritmi di ballo, otto parti di un suo poema del 1936, “Epitafios” (Venerdì Santo), dove una donna del popolo, una madre come la Madonna, piange il figlio ucciso durante una manifestazione di lavoratori. Da quel momento (1960), Theodorakis si colloca al centro del rinnovamento della vita musicale, artistica e culturale della Grecia del popolo, impegnata a sconfiggere la terribile povertà, e a sollevarsi a dignità democratica dopo la guerra civile, la sanguinosa repressione e l’arretratezza politica, sociale e culturale coltivata da una monarchia autoritaria e da una classe possidente gelosa dei suoi privilegi, nazionalista, tradizionalista e bigotta. I poeti convergono sulla musica popolare e, ricambiati, danno voce e dignità ai sentimenti e alla musica del popolo: si assiste a una vera febbre culturale e politica, che viene “curata” con il colpo di stato militare del 21 Aprile 1967. Dopo “Epitafios” e sino alla dittatura militare, Theodorakis compone: “Politìa Proti”, “Epifania”, “Lipotàchtes” (Disertori), “Enas ‘Omiros (Un ostaggio) per la rappresentazione dell’omonima opera teatrale dell’irlandese Brendan Behan, le opere teatrali “Omòrfi Poli” (Bella città), “Tragùdi tu necrù adelfù” (Canto del fratello morto), compone con altri musicisti la rivista “Maghikì Poli” (Città magica) e, da solo, un’altra opera teatrale, “I ghitonià ton anghèlon” (Il quartiere degli angeli), dove affiora il tema, destinato a fama universale, della danza di Zorbà; la seconda Città (Politìa Dèfteri), “Micrès Kiklàdhes” (Piccole Cicladi), l’oratorio “Axion Estì” (Dignum est), “Romiossìni” (Grecità), “Romancero Gitano”, sui versi di Federico Garcia Lorca, “Balàda tu Mautchàusen” (Ballata di Mauthausen), nella quale esordisce la sua massima interprete, Maria Farandùri, “Exi thalassinà fengària” (Sei lune marine), destinate a uscire lo stesso giorno del colpo di stato. Compone molto anche per il cinema, sia greco, sia francese, importanti le colonne sonore dei film “ Fedra” di J. Dassin, e di “Zorba il Greco” di Cacoyannis. Nutrita è anche la produzione sinfonica, per balletto e per le scene delle tragedie classiche. Egli stesso scrive molti testi, poiché, come il fratello Yànnis, è un poeta eccellente: ma i suoi autori sono anche i principali poeti neogreci, T. Livadhìtis, D. Christodhùlos, Odisseo Elitis e Yorgos Sefèris (che saranno insigniti del premio Nobel), Yànnis Ritsos, Nicos Gàtsos, Iàcovos Cambanéllis, K. Vàrnali, P. Cocchinòpulos.
(continua)

ΓΙΑΝΝΗΣ ΡΙΤΣΟΣ

................................................ Mikis Theodorakis - Romiosini (part 2, live) ............................................ Mikis Theodorakis - Romiosini (part 3, live)
..................................... Se ne è andata ogni cosa. E' rimasta solo questa grande calma. E questa sensazione straordinaria: che niente è andato perduto, niente si perde. Tra questi volti,
tutti familiari e amati,
è rimasto solo il tuo volto. Yannis Ritsos