Τρίτη 18 Δεκεμβρίου 2007

ΧΡΙΣΤΟΥΓΕΝΝΑ

Natale durante la prima guerra mondiale Il giorno di Natale del 1914, nel primo anno della prima guerra mondiale, i soldati tedeschi, inglesi e francesi disobbedirono ai loro superiori e fraternizzarono con “il nemico” lungo due terzi del fronte occidentale.Le truppe tedesche innalzarono alberi di Natale fuori delle trincee con le scritte “Buon Natale.”“Voi non sparate, noi non spariamo.”A migliaia, le truppe attraversarono la terra di nessuno su cui giacevano sparsi corpi in decomposizione. Cantarono i canti di Natale, si scambiarono le foto dei cari rimasti a casa, condivisero le razioni, giocarono a calcio, arrostirono persino alcuni maiali. I soldati abbracciarono gli uomini che solo poche ore innanzi cercavano di uccidere. Si misero d’accordo per avvertirsi se i superiori li avessero obbligati a imbracciare le loro armi e di mirare in alto. Stava succedendo il disastro: soldati che dichiarano la loro fratellanza e che rifiutano di combattere.I generali, da tutte e due le parti, dichiararono questo pacificarsi spontaneo come tradimento e pertanto conforme alla corte marziale.Entro marzo 1915 il movimento di fraternizzazione era stato sradicato e la macchina di morte rimessa completamente all’opera. Al momento dell’armistizio nel 1918, quindici milioni di persone erano state massacrate. Poche persone sanno la storia della tregua di Natale. I capi militari non hanno infranto le loro regole per renderla pubblica. Il giorno di Natale del 1988, una cronaca nel Boston Globe accennava che una radio FM locale aveva mandato in onda “Natale nelle trincee,” una ballata sulla tregua di Natale, parecchie volte e c’era stato un effetto stupefacente. A Boston, la canzone era diventata il pezzo più richiesto durante le feste su parecchie stazioni FM. “Ancor più stupefacente del numero di richieste avute è la reazione seguente alla ballata degli ascoltatori che non l’avevano mai sentita prima,” ha detto il conduttore. “Mi telefonavano profondamente commossi, a volte in lacrime, chiedendo, ‘Cosa diavolo ho appena ascoltato?’” Penso di sapere perché gli ascoltatori si erano commossi. La storia della tregua di Natale va contro la maggior parte delle cose che ci hanno insegnato circa la gente. Ci fa dare un’occhiata di un mondo come vorremmo che fosse e dice, “Questo, una volta, è veramente accaduto.” Ci ricorda di quei pensieri che manteniamo celati, fuori della portata della TV e degli articoli di giornale che ci dicono come la vita umana sia insignificante e meschina. È come sentire che i nostri desideri più profondi in verità sono giusti: realmente il mondo potrebbe essere differente Estratto da “We CAN Change the World: The Real Meaning of Everyday Life” di David G. Stratman (New Democracy Books, 1991).

2 σχόλια:

  1. Natale

    Cristo non ha più mani,
    ha soltanto le nostre mani
    per fare oggi le sue opere.
    Cristo non ha più piedi,
    ha soltanto i nostri piedi
    per andare oggi agli uomini.
    Cristo non ha più voce,
    ha soltanto la nostra voce
    per parlare oggi di sé.
    Cristo non ha più forze,
    ha soltanto le nostre forze
    per guidare gli uomini a sé.
    Cristo non ha più Vangeli
    Che essi leggano ancora,
    ma ciò che facciamo
    in parole e in opere
    è l'Evangelo
    che lo Spirito sta scrivendo.

    Anonimo fiammingo del XX secolo, Maggiolini, Alesandro, Preghiere della gente, Mondadori, Milano,1998

    ΑπάντησηΔιαγραφή
  2. BUON NATALE


    E arriverà Natale,
    Anche quest’anno arriverà
    Natale per chi resta, per chi va
    Natale da una lira
    Natale ricco o no
    Bambini per un giorno, per un po’
    Vorrei che il tuo Natale
    Risplendesse dentro te,
    Che soffri e stare Al mondo sai cos’è
    Per te che non hai storie
    Da raccontare ormai…
    Le fate son drogate
    Malati i sogni tuoi
    Vorrei dire buon Natale
    E dividerlo con te
    Con te che hai perso la speranza
    E hai paura come me
    Un tempo non lontano…
    I doni appesi tutto intorno al camino,
    Nessuno violentava,
    Quel sogno che per mano ti portava
    Giocavi allo sceriffo…
    E per te un buono non era un fesso
    E il bersaglio era finto…
    Non era un uomo steso sul cemento
    E non c’erano i brutti…
    Quel giorno li erano d’accordo tutti…
    Sia chi ha gli occhi lunghi,
    La pelle nera o i capelli biondi
    Natale da una lira…
    Natale ricco o no…
    Bambini per un giorno…per un po’
    Perché non fosse una parola il bene…
    Perché ogni bomba diventasse pane…
    Io vorrei che almeno un giorno…
    Quella cometa facesse ritorno!
    E un campo di battaglia desse grano
    Per quella morte con la falce in mano…
    E al ventre di una donna, il suo bambino…
    E breve o lungo ad ognuno il suo destino
    Vorrei dire buon Natale…
    Finché c’è chi ascolterà
    Finché si farà l’amore…
    Finché un uomo pregherà

    Renato Zero

    ΑπάντησηΔιαγραφή

Ευχαριστώ για την επίσκεψη.
Grazie per la tua Gentilezza.

Lunapiena